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UNO SCANDALO PER BENE

GenereDRAMMATICO
Anno1984
Durata103m
PaeseITALIA
 
RegiaPASQUALE FESTA CAMPANILE
Attori
ARMANDO BANDINI
SIRIA BETTI
GIULIANA CALANDRA
VITTORIO CAPRIOLI
CLARA COLOSIMO
VINCENZO CROCITTI
CARLOS DE CARVALHO
FILIPPO DE GARA
GIULIANA DE SIO
VALERIA D'OBICI
MARILENA DONATI
DUCCIO DUGONI
FRANCO FABRIZI
MARIO FARESE
BEN GAZZARA
ENZO ROBUTTI

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Trama UNO SCANDALO PER BENE
Nel 1926, un vagabondo viene sorpreso a rubare nel cimitero di Torino. Sprovvisto di documenti e di ricordi, senza identità nè conoscenze, viene ricoverato nel manicomio di Collegno. Dopo un anno di inutili cure, i medici decidono di pubblicare la fotografia dello smemorato su alcuni giornali. Si fa così avanti una famiglia borghese di Verona: quel poveretto è manifestamente il loro congiunto, il professor Giulio Canella, a suo tempo partito per la guerra e dato per disperso in Macedonia. Mentre il riconoscimento (a Collegno) è immediato ed esplicito da parte del fratello e di alcuni amici, la moglie Giulia sembra sulle prime assai esitante. Ma essa si porta con sè lo sconosciuto e con lui comincia a vivere, tentando pazientemente di ricostruire una identità di sollecitare i ricordi dell'uomo finché, poco a poco persuasa, riprende ad amarlo come un tempo. Ma un ordine di carcerazione arriva all'improvviso: un'altra famiglia, quella dei Bruneri (una moglie, un fratello, un bambino, nonché una antica amante) hanno ravvisato nell'uomo, che è sempre smarrito ed assente, la persona di Mario Bruneri, tipografo, anarchico e pregiudicato per imbrogli e furti. Comincia così da parte di Giulia Canella una autentica lotta a base di legali, confronti, testimonianze e processi, per avere il diritto di tenersi nella casa coniugale di Verona il disperso e ora ritrovato marito. L'opinione pubblica di tutta l'Italia è divisa in due veri e propri partiti, ambedue assolutamente convinti di essere nel vero. Una prima sentenza del Magistrato decide peraltro, che non si tratta nè del professore veneto, nè del tipografo torinese: le ambiguità e le incertezze, nonché la discordanza delle prove e delle testimonianze non consentono un giudizio inequivocabile. Malgrado l'incessante lotta di Giulia e mentre lo smemorato di Collegno, uscito di carcere, torna a vivere con lei, pur senza mai nulla ricordare di preciso e di determinante, l'ultimo processo si conclude con la declamatoria che quell'uomo è il pregiudicato (e simulatore) Mario Bruneri, il quale, pertanto, deve tornare in carcere. Giulia chiede ed ottiene la riapertura del processo e lo smemorato fa solo due dei quattro anni a suo carico: dopo di che i Canella si trasferiscono in Brasile, dove l'uomo muore nel 1941. Nel 1970, la Santa Sede riconobbe come di Giulio Canella i due figli da lui avuti con Giulia.

 
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