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I RACCONTI DELLA LUNA PALLIDA D'AGOSTO

GenereFAVOLA
Anno1953
Titolo Originale"UGETSU MONOGATARI"
Duratam
PaeseGIAPPONE
 
RegiaKENJI MIZOGUCHI
Attori
MASAYUKI MORI
MACHIKO KYO
KINUYO TANAKA
EITARO OZAWA
RYOSUKE KAGAWA
MITSUKO MITO
KIKUE MORI
IKIO SAWAMURA

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La Trama Autore: sasso
Nel Giappone del XVI secolo funestato dalle guerre, un vasaio (Mori) e il cognato (Ozawa) aspirante samurai abbandonano le rispettive mogli per inseguire i loro sogni di ricchezza e di gloria.

 
Commenti inseriti: 2
Autore: Cuccussette - 26.03.2012
Bello... ma dove poterlo rivedere ?

se qualcuno sa dare qualche indicazione, cuccussette@hotmail.com

Autore: sassoQuando il cinema è vera arte - 31.03.2007
Mirabile sintesi tra realismo e fantastico, "I racconti della luna pallida d'agosto" è uno dei film più belli mai realizzati, affascinante dall'inizio alla fine. E se narrativamente avvince fin dalle prime immagini, dal punto di vista tecnico Mizoguchi dimostra di essere un vero maestro, riuscendo ad alternare più che altrove geniali movimenti di macchina ai suoi proverbiali piani sequenza.
Di questo stupendo film, che è al tempo stesso romanzo e parabola, si dovrebbe dire soltanto che va visto in quanto documento di polemica contro gli orrori della guerra, la quale è contemporaneamente motore e conseguenza dell'avidità e della follia umane. Ma "I racconti della luna pallida d'agosto" è inoltre un ennesimo pamphlet di Mizoguchi (come già "La vita di Oharu, donna galante", del 1952) nei confronti della condizione della donna nel Giappone medievale ma anche contemporaneo, tematica carissima all'Autore di Asakusa, che da bambino aveva visto la propria famiglia vendere una sorella come geisha.
Il film è avventuroso, ma anche inquietante (si veda la sequenza sul lago immerso nella nebbia) e in alcuni momenti spaventoso (v. le scene ambientate nel castello di Kusatsu). Struggentissimo è, poi, il finale nel quale, una volta esauritesi le conseguenze funeste della guerra, il piccolo Genichi va a posare la ciotola del proprio pasto sulla tomba della madre, mentre in lontananza un contadino solca la terra.

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